Biography
Thomas Capasso nasce in Venezuela.
Inizia a fotografare col padre da cui apprende i primi rudimenti di quest’arte. Alle nozioni tecniche Thomas aggiunge l’emozione; è convinto, infatti, che un’immagine debba raccontare qualcosa. Il padre gli insegna la magia della pellicola, il suo uso e sviluppo ma per 20 anni fotografa più per dovere che per convinzione contestandone la visione, a suo parere, un po’ impersonale perché il padre considerava quale aspetto fondamentale della fotografia la tecnica mentre per lui era anche emozione, era la visione mediata dall’occhio e dall’anima di colui che scatta. In quel periodo coltiva la passione per i pennelli, i colori e varie tecniche decorative tra cui l’aerografo; ama creare e sperimentare, scopre la magia della luce, magia che in seguito perfezionerà nelle sue foto di “nude art”. Con l’avvento del digitale l’interesse per la luce ed i colori, per la fotografia e per gli studi di informatica, a cui continuò a dedicarsi nel corso degli anni, si fusero assieme e generarono “Thomas fotografo per passione”.
Thomas è come le sue foto, silenzioso, essenziale, incisivo. Nei suoi ritratti percepisci l’anima della persone. Maestria del fotografo? Infinita possibilità offerta dalla tecnologia? Chi può dirlo? Ma in fondo a che serve saperlo? “La foto nasce nella mente, solo quando lì è già definita, potrai sperare di vederla anche nella macchina fotografica e solo allora sarà una foto che hai scattato veramente tu e non un’immagine scattata dalla Casa costruttrice”. Nei molti concorsi vinti si è spesso imposto per il “silenzio” e la perfezione dei suoi scatti. Ricordo una volta quando ne vinse uno sul tema “il mare e l’acqua” con una “semplice” immagine: una goccia d’acqua adagiata sulla pagina di un testo di informatica. Ed ecco che tale immagine diventa l’accordo armonico fra i suoi studi di informatica e la passione per le arti visive. Prima di conquistare quello che lui ora chiama il “suo stile” ed i suoi soggetti preferiti “le persone”, ha sperimentato e spaziato in molti campi della fotografia, testando gli stili ed i soggetti più diversi si è cimentato nel macro, nell’infrarosso, “per scoprire”, dice “dove la macchina ed il mio occhio vogliono condurmi”.
Tale passione Thomas la trasmette ai suoi figli attraverso il gioco, la libera sperimentazione e la libertà di espressione. Li ho conosciuti così, su una spiaggia, una domenica d’inverno, mentre si sfidavano a “catturare” lo scatto più intenso. Ho visto una ragazzina vincere quella gara, sorprendere il padre con una splendida immagine, ridere allegra per aver “battuto” il grande fotografo, mentre lui, ricambiando la risata, osservava rapito ed al tempo stesso con una punta di invidia l’opera della piccola. Perché Thomas, nonostante la sua lunga esperienza e capacità, ha l’umiltà di riconoscere che una bella foto può scaturire anche da chi è alle prime armi, se fotografa con il cuore, con la mente, con lo sguardo.
Insegna fotografia presso diversi circoli.
Ai suoi alunni è solito ribadire : ” L’importante non è la fotocamera, ma l’occhio.”
Ius reque elitr vivendo ea Ne eum odio sapientem ludus
At sanctus epicurei has no dicat impedit molestie
ut mel case doctus detraxit Te vim lorem
Postea iriure vel eu legimus conceptam vim at usu cu